DIFFICOLTA’ DI SONNO NEI BAMBINI E PROBLEMI FAMILIARI

difficoltà di sonno nei bambini

 

Le difficoltà di sonno nei bambini possono essere legate ad una molteplicità di fattori, tra cui:

aspetti di natura fisiologica;

aspetti di natura temperamentale;

aspetti associati alle fasi di crescita;

aspetti di natura comportamentale;

– aspetti legati a dinamiche e problemi familiari.

In questo articolo cercherò di spiegare come crisi familiari o problemi di coppia possono interferire con la serenità diurna e notturna del piccolo.

Psicologi, educatori e medici sanno quanto sia difficile riconoscere ed individuare chiaramente le cause di un determinato problema, fisico o psicologico che sia. La psicosomatica sostiene che fenomeni fisici e psichici spesso si influenzano reciprocamente.

Ancor più quando abbiamo a che fare con i bambini è importante considerare che eventi di natura ambientale e psicologica possono avere ripercussioni su aspetti fisiologici, come per esempio il sonno. I bambini, alle prese con un sistema cognitivo ancora immaturo, vivono gli eventi prevalentemente in maniera emotiva registrando ciò che gli accade intorno proprio come se fossero dei sismografi molto sensibili. Pensiamo ad un neonato che esprime i suoi disagi (interni o esterni che siano) di solito attraverso il pianto, dando calci e strillando. Pertanto il benessere fisico e quello psichico possiamo dire che vanno di pari passo.

Riguardo ai problemi di natura familiare i bambini possono reagire, in base al proprio temperamento, manifestando irritabilità, nervosismo e rabbia. Non sono in grado di relativizzare litigi e tensioni familiari per la presenza di una visione cognitiva ancora immatura. Un genitore assorbito da una situazione difficile può manifestare una certa distanza emotiva al quale il bambino reagisce con intensità proprio per il timore della lontananza del genitore. Gli stati d’animo del bambino possono ripercuotersi non solo sull’andamento della giornata, ma anche sulla qualità del suo sonno.

“…quando un bambino piccolo si accorge che l’altro distoglie l’interesse dai suoi confronti per rivolgerlo altrove, avverte un vero e proprio senso di minaccia. Questi quotidiani mini-distacchi sono particolarmente duri da sopportare per il suo Io ancora immaturo, se non è presente una relazione serena e costruttiva con i genitori. Come potrebbe, altrimenti, sopportare il distacco più arduo della giornata, ossia il passaggio dal giorno alla notte?” (Rankl, 2012, pag.89).

Le crisi familiari

Possiamo considerare le crisi familiari come particolari condizioni di stress che non necessariamente derivano da un problema relazionale o psicologico dei genitori. Si potrebbe, per esempio, trattare di famiglie immigrate che si ritrovano a vivere situazioni burocratiche o di integrazione difficili, oppure di genitori con problemi economici, di lavoro o di salute.

Cosa è utile!

In queste situazioni di stress eccezionale è molto importante cercare di mantenere la calma, rassicurando il bambino, anche se dovesse essere molto piccolo, sul fatto che i genitori sono a sua disposizione sia affettivamente che materialmente.

I problemi di coppia

Nel corso di una relazione le crisi di coppia sono normali e risultano particolarmente frequenti in alcuni momenti, come la nascita di un figlio. All’interno del ciclo di vita di una coppia la nascita di un bambino è un evento stravolgente che modifica, oggi più che nel passato, l’assetto della coppia abituata a focalizzare l’attenzione su stessa, i propri interessi, i propri spazi di vita più o meno condivisi.

Quello che può accadere è che per esempio molti genitori, specie i padri, si sentano esclusi e messi da parte. Spesso la compagna interpreta le attenzioni mosse dal proprio partner come avance puramente sessuali, sentendosi offesa ed incompresa rispetto allo specifico momento di vita, in cui il proprio bisogno di attenzione è più di tipo emotivo e “romantico”. Alcuni problemi di coppia possono sorgere se il piccolo dorme insieme ai genitori, specie in quei casi in cui la scelta non è stata discussa e condivisa.

Cosa è utile!

– Accettare questi momenti di sconvolgimento all’interno della vita della coppia come parte del “gioco”, sapendo che sono periodi che passeranno.

– Fare uno sforzo per ricordare all’altro/a che lo/la si stima, lo/la si ama e si ha bisogno di lui/lei.

– Parlare apertamente, comunicare i propri bisogni e concordare le scelte in base a come si vuole vivere e…dormire!

– Evitare toni concitati, discussioni troppo accese di fronte ai figli, o se proprio accade è importante provare a riappacificarsi in loro presenza.

– Se si tratta di bambini più grandi è utile parlare apertamente della situazione che si sta vivendo, evitando di rispondere “non è niente”. In questo caso, il rischio è di inviare al bambino un “doppio messaggio”, discrepante tra ciò che si vive e ciò che si dice generando confusioni e fraintendimenti. Non si tratta di “confidarsi” con il proprio figlio, ma di spiegare chiaramente che il problema riguarda i genitori.

Quali difficoltà di sonno nei bambini si possono osservare a seguito di un una crisi familiare o di un problema di coppia?

Ebbene, i bambini assorbono come spugne il clima emotivo che si respira in famiglia e spesso le loro risposte sono di irritabilità, tensione, nervosismo, difficoltà di adattamento. Tutto questo può ripercuotersi nella loro vita di tutti i giorni: al nido, a scuola, nello sport e di notte nel sonno.

Rispetto al sonno ecco alcune difficoltà che possono sorgere:

– sonno agitato, incubi notturni;

– stanchezza durante la giornata dovuta ad un sonno poco ristoratore;

– difficoltà a dormire da soli nel proprio lettino o nella propria cameretta;

– tempi molto lunghi nell’addormentamento;

– continui risvegli notturni;

– rifiuto di andare a dormire la sera.

BigliografiaRankl C. (2012), Dorme, finalmente! Miliano, Urra

Ti è mai capitato di osservare che tuo figlio risponde con “irrequietezza” ad una tensione del suo ambiente, anche se minima? Se vuoi condividere la tua esperienza lascia un commento!